© Simon Perathoner

© Simon Perathoner

GIANNI PETTENA

 

*1940, Bolzano (I)
Vive e lavora a Firenze (I)

A1
POIESIS, 2018
Installazione, performance, cartone corrugato
Su gentile concessione dell'artista

 

 

L’installazione performativa di Gianni Pettena POIESIS, concepita appositamente per la Biennale Gherdëina, ricorda le dichiarazioni radicali dell’ “anarchitetto” del 1968, espresse nella trilogia di CARABINIERI, inscenata nel cortile del municipio di Novara, MILITE IGNOTO presso il Palazzo dei Diamanti di Ferrara e GRAZIA & GIUSTIZIA, presentata in occasione del Sesto Festival di Musica d’Avanguardia di Palermo. Le installazioni su larga scala di Pettena consistevano in pareti-parole in cartone corrugato di 10 metri per 2 in cui, graffettati insieme, i vari fogli creavano forme tridimensionali che esprimevano dichiarazioni di urgenza e rilevanza politica. La trilogia entrava in un dialogo contestuale con la città in cui le parole, costruite volutamente in un materiale deperibile come il cartone, finivano per autodistruggersi. Per un architetto radicale come Gianni Pettena, si trattava di richiamare il desiderio di trascrivere pensieri sotto forma di slogan tipico della rivolta studentesca del maggio 1968. Desiderio, espresso ma senza avere effetto, di dichiarare chiaramente una posizione ideologica e per segnalare l’intenzione, anche da parte degli operatori nel campo dell’architettura, di prendere posizione. E così le tre grandi iscrizioni hanno assunto dimensioni gigantesche, invadendo le architetture, dialogando con esse e limitandone il significato. Le architetture preesistenti, infatti, fungevano solo da sfondo alle frasi stesse che erano per sé stereotipi.